Alhama de Granada

on 6 Mag , 2022

Con i suoi 6.000 abitanti, Alhama de Granada è un paesino incastonato nella Sierra de Tejeda, sospeso sopra una gola dell’omonimo fiume.

Alhama de Granada

La vista di cui godiamo dal nostro camper è mozzafiato. Circondati da vette affilate, pendici scoscese e profondi crepacci, sembra di essere sospesi tra terra e cielo.

Appena arrivati, abbiamo indossato le nostre scarpe da trekking e ci siamo avventurati giù, verso il fondo della gola.

Alhama de Granada

La prima cosa in cui ci siamo imbattuti sono state le “Escaleras del Diablo”, le scale del Diavolo, una tortuosa e ripidissima scala che gli Arabi utilizzavano per scendere al fiume in occasione delle faccende domestiche. Le abbiamo scalate anche noi, arrivando in cima completamente senza fiato e chiedendoci come facessero i nostri antenati ad utilizzare solamente quella scala. Poco più avanti si trovano delle pietre scavate; era qui che le anziane di un tempo venivano a lavare i loro panni, per poi stenderli ad asciugare al sole e risalire nuovamente tutta la gola.

Nonostante gran parte della popolazione vivesse nel paese, si scorgono tra le pareti rocciose delle piccole grotte, dove le persone abitavano. E non è tutto! Proseguendo lungo il sentiero ci siamo imbattuti in tre casette in pietra incastonate nella montagna, abitate tutt’oggi. Dalla parte opposta, verso il fondo della gola, abbiamo scorto anche un grandissimo orto, perfettamente coltivato, e delle pecore. Sicuramente non deve essere facile vivere qui, ma per chi è disposto a rinunciare ad un po’ di comfort, è sicuramente un angolo di paradiso.

Vicino alla casette in pietra si trova la casa “de la ermita de Los Angeles”, un’eremita la cui storia si perde tra mito e leggenda e, poco più avanti “el salto del caballo”: con i suoi 1642 metri di altezza, è una delle vette più famose del parco naturale delle sierras de Tejeda e deve il suo nome ad alcune impronte che sembrano proprio quelle degli zoccoli di un cavallo.

Alhama de Granada

Ma Alhama de Granada non è rinomata solamente per le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche. E’ anche un paese ricco di storia. La parte più caratteristica è il quartiere arabo, facilmente riconoscibile per i vicoli zigzaganti, tipici dell’architettura musulmana. Purtroppo, come è successo a Granada, anche ad Alhama la cultura cristiana ha sottomesso quella araba, distruggendo moschee e sinagoghe e costruendoci sopra chiese. E’ il caso del Castello, edificato sopra l’Alcazaba, il castello musulmano, e la chiesa de la Encarnacion, costruita sopra la Moschea Maggiore.

Alhama de Granada

A proposito della conquista di Alhama da parte dei cristiani, è rimasto celebre il lamento di un autore, probabilmente musulmano, che commentava così la presa della sua città: “Ay de mi Alhama!”

Sono rimaste tuttavia alcune testimonianze arabe, come ad esempio le Mazmorras, le carceri sotterranee scavate nella roccia che, a dir la verità, hanno cominciato ad avere questa funzione solo durante la conquista cristiana di Alhama; i musulmani le utilizzavano semplicemente come grotte per la conservazione dei cereali.

Tornando verso il nostro camper, abbiamo sentito un miagolio; ci siamo voltati e dietro di noi c’era un piccolo gattino grigio. Abbiamo pensato fosse di una di quelle case nella gola, ma lui continuava a miagolare verso di noi insistentemente. Ci ha raggiunti e, presa un po’ di confidenza, ha cominciato a strusciarsi alle nostre gambe e a rotolarsi in terra come un cagnolino. Lo abbiamo accarezzato per un po’ e siamo ripartiti, ma lui ha continuato a seguirci per una mezzoretta buona. Non sapevamo che fare. Era palesemente un gattino domestico che si era perso. Abbiamo cercato un veterinario in paese e ci siamo diretti lì. Fortunatamente, quasi all’entrata del paese, il gattino si è fermato, ha cominciato ad annusare e si è diretto correndo verso una casa. Era la sua casa. L’aveva ritrovata!

Felici come bambini siamo andati al supermercato per comprare qualcosa per cena. Al bancone della carne e dei formaggi c’era una coppia musulmana. Ci siamo fermati ad osservare tutto il ben di Dio davanti a noi, evidentemente piatti tipici della loro tradizione. Alla fine abbiamo optato per del pollo al curry, cucinato in una maniera che, a causa del loro spagnolo misto ad arabo, non abbiamo ben compreso.

chikaria, dolce tipico marocchino

Li stavamo già salutando, quando, inaspettatamente, ci hanno fatto assaggiare un dolce tipico del loro paese, il Marocco. Prima ancora che potessimo proferire parola, hanno capito dalle nostre facce che era di nostro gradimento, e ce ne hanno regalato una vaschetta piena. Si tratta della chikaria, un dolce marocchino a base di pasta fritta, mandorle, sesamo e miele e si mangia, ci hanno spiegato, durante il periodo del Ramadan.

Una bellissima e inaspettata ricompensa per aver salvato il gattino!

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One response

  1. Credo sia proprio la gentilezza della gente che ricordiamo di piu.
    Anche il gattino ricorderà la vostra gentilezza.

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