Alta marea

on 24 Lug , 2022

Tutta la costa sud-ovest della Danimarca, fino alla città di Esbjerg, è costellata di piccole isole, minuscoli puntini nel mare del Nord.

In questa parte di mondo il fenomeno delle maree è particolarmente evidente. Con la bassa marea infatti, gran parte delle isole si collega alla terra ferma, grazie all’affiorare di strade e sentieri prima sommersi dall’acqua. Quando la marea è particolarmente bassa, affiorano anche le spiagge, sulle quali restano intrappolati pesciolini e molluschi, banchetto prediletto degli uccelli.

Dopo una notte trascorsa a dormire accanto al museo Vadehavscentret, abbiamo deciso di fare una corsetta fino al mare. Giunti alla riva, la strada che conduce all’isola di Mandò, una delle tante isole, affiorava completamente dall’acqua. Abbiamo cominciato a camminare tra le due rive del mare, respirando salsedine e ascoltando il suono delle onde. Il paesaggio qui è davvero incredibile. Intorno a noi il nulla più assoluto, solo lande desolate verdissime, sulle quali lo sguardo si perde e vaga senza trovare nessun ostacolo su cui posarsi. Lande desolate, mare e silenzi. Silenzi ai quali non siamo abituati, silenzi frammezzati solamente dal suono delle onde e dal cinguettio degli uccelli.

Ci siamo fermati ad ascoltare ogni singolo suono della natura e ad assaporare quel momento di quiete assoluta, riempiendoci i polmoni di aria pura e salsedine. Questi luoghi, per quanto in un primo momento possano risultare incomprensibili, entrano dentro, si imprimano negli occhi e scavano il loro posto dentro ai cuori. Sono sicura che resteranno lì, fermo immagine, indelebili.

Rassicurati dal fatto che le macchine continuavano a passare tranquillamente lungo la strada che stavamo percorrendo, abbiamo proseguito la nostra camminata verso Mandò, ormai sempre più vicina. Ad un certo punto però, voltandoci indietro, ci siamo resi conto che parte della strada era scomparsa sotto l’acqua. Istintivamente abbiamo guardato Mandò. L’isola era vicina, ma non così vicina. Oltretutto se l’avessimo raggiunta, poi saremmo rimasti bloccati là, fino alla successiva bassa marea. Abbiamo quindi guardato la terra ferma: fortunatamente dei piccoli sassi affioravano ancora dall’acqua e, non molto lontano, ci vedeva un gruppetto di persone camminare piuttosto tranquillamente, segno che l’acqua, laggiù, non era ancora arrivata. Abbiamo quindi cominciato a saltare da una pietra all’altra, facendo attenzione a non scivolare. Poi però, notando che l’acqua saliva piuttosto velocemente, non abbiamo esitato a inzupparci completamente i piedi così da poter correre più velocemente. Nel giro di pochi minuti abbiamo raggiunto il gruppetto di persone e con loro l’asciutto; solo allora ci siamo girati indietro a guardare la distesa d’acqua che aveva completamente ricoperto il sentiero dietro di noi.

Pur sapendo che l’acqua non avrebbe mai raggiunto livelli pericolosi, abbiamo comunque imparato la lezione. La prossima volta saremo meno incoscienti e daremo un occhio agli orari delle maree.

, , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *