Altea e i lampioni colorati

on 28 Apr , 2022

Altea e i lampioni colorati

Altea. Già il nome, appartenente ad una figura della mitologia greca, affascina.


La prima impressione avuta è stata quella di trovarci in un paesino nato dall’incontro tra l’uomo e il mare.

Altea e i lampioni colorati

La parte alta della città, con la chiesa parrocchiale che svetta con la sua cupola bianca e blu, è un vero e proprio gioiello; le pennellate di bianco, con cui sembra essere stato dipinto tutto il centro storico, ricordano un po’ i paesini della Puglia. La parte bassa invece, con i suoi ristoranti e alberghi, è quella più moderna e turistica e, a mio parere meno autentica.

Nonostante il cattivo tempo non ci siamo negati una passeggiata sulla spiaggia. Qui la costa prende il nome di “blanca” ed è una delle zone più economiche ed accessibili della Spagna.

Un po’ per il cielo grigio, un po’ per la stagione, c’erano, oltre a noi, solamente due bambini; giocavano ad avvicinarsi il più possibile alle onde per poi scappare via. Ci siamo seduti e siamo rimasti in silenzio a guardare il mare, ascoltando il suono che fanno le onde quando si ritirano dai sassi. Siamo rimasti assorti per non so quanto, fino a quando dei grandi goccioloni sulla testa non ci hanno fatti tornare alla realtà e alla nostra piccola casetta.

La sera le nuvole si sono piano piano dileguate, come per regalarci una passeggiata serale nel centro storico. Non erano nemmeno le 10 e immaginavo di trovare tante persone a giro; i ristoranti e i localini stavano invece chiudendo proprio in quel momento e la piazzetta principale, quella della chiesa con la cupola bianca e blu, era già stata pulita. Per le stradine c’era solo qualche turista, qualche vecchietto del posto e tanti gatti.

Ci stavamo incamminando verso il mare quando Carlo si è accorto della particolarità dei lampioni: sono tutti dipinti a mano, ognuno con una tonalità di colore diverso. Carlo è decisamente più bravo di me a cogliere i dettagli. Io gliene sono immensamente grata perché mi aiuta a restare nel presente, nel qui e ora e a non vagare nei miei pensieri. Mi aiuta a Vedere e questo penso sia uno dei doni più grandi che una persona possa fare. Se non fosse stato per lui non avrei mai notato quei bellissimi lampioni. Ci siamo messi a fotografare tutti, uno per uno, scegliendo l’angolatura e il taglio migliore. Non so chi li abbia dipinti, ma sicuramente ha donato un tocco di colore non solo ad Altea, ma anche al nostro viaggio. Tornando verso Ulisse, mi sembrava di non vedere altro che i lampioni e mi pareva impossibile che all’andata non li avessi neppure visti.

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