Arrivo in Danimarca

on 21 Lug , 2022

La Danimarca ci ha accolti con i suoi prati verdi sterminati, un vento fortissimo e una pioggerellina incessante.

Un bel cambiamento passare dalle ondate di calore che stanno avvolgendo molti paesi europei, ai 15-20 gradi che ci sono qui. Un bel cambiamento passare dalle coste frastagliate e scoscese dell’Algarve, alle lande desolate della Scandinavia, dove l’occhio non incontra mai un ostacolo su cui posarsi.

La Danimarca è un Paese di cui né io né Carlo sappiamo niente, se escludiamo qualche documentario e qualche racconto sentito qua e là. Abbiamo pensato di informarci prima di partire, poi però abbiamo preferito non farlo. Se partire senza aspettative è pressoché impossibile, possiamo almeno ridurle e lasciare che siano i luoghi a svelarsi a poco a poco, a raccontare di sé, a sorprenderci.

Così, varcato il confine, abbiamo seguito le indicazione per la città di Ribe, dove era segnalata un’area gratuita per camper. Per la verità, il parcheggio in cui ci troviamo si trova un po’ fuori dalla città, nel parco nazionale del mare di Wadden.

Danimarca

ll mare è diventato un elemento imprescindibile di questo viaggio. E’ strano pensare che, essendo nata e cresciuta a Firenze, ho fatto a meno del mare per più di trent’anni. A volte sentivo come una specie di malinconia, una nostalgia vaga e indefinita, ma in fondo riuscivo a farne a meno. Solo adesso mi rendo conto di quanto mi sia mancato, solo adesso una vita senza mare mi sembra addirittura inimmaginabile.

Stasera, dopo cena, siamo usciti ad osservarlo. Il mare è sempre mare, ma il suo carattere cambia, non è mai lo stesso.. Questo mare, ad esempio, non ha nulla a che vedere con il mare dell’Algarve. E’ un mare del nord, è più introverso, è più cupo, è più… Come se mi stesse leggendo nel pensiero, si è avvicinato a noi un signore sulla sessantina; era lo stesso che, poco prima, avevamo visto seduto su una panchina a guardare il mare, sorseggiando un bicchiere di vino. “It’s cold. Isn’t it?”. “Fa freddo, sì”, ho risposto. E poi ho aggiunto: “Ma è meraviglioso qui..”. Lui, con aria schiva, si è limitato a rispondere: ”Amazing.. no amazing.. It’s different”. Ha pronunciato quelle parole senza cambiare di una virgola la propria espressione, senza mai guardarci negli occhi. Forse è una caratteristica di questi popoli, chissà ..  Per un attimo mi sono venuti in mente gli spagnoli che, anche se non ti conoscono, ti abbracciano e ti baciano.

Tutto faceva pensare che quell’uomo non avesse nessuna voglia di continuare quella conversazione. Dopo un po’, invece, ha ripreso a parlarci, proponendoci qualcosa che ci ha lasciati senza parole: si è offerto di accompagnarci, domani mattina, a visitare la città di Ribe. Senza aggiungere altro, ci ha lasciato il suo numero di telefono ed è sparito, in silenzio come era arrivato.

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