Assilah

on 21 Mag , 2022

Stamattina ci siamo svegliati con il canto del muezzin.

Lì per lì non capivamo cosa stesse succedendo; abbiamo pensato ad un allarme, ad una sirena..

Era invece l’invito alla preghiera che si levava dai minareti delle moschee. Un tempo i muezzin, gli addetti al richiamo, salivano personalmente in cima ai minareti per intonare il loro canto malinconico e vigoroso al tempo stesso; oggigiorno il richiamo viene propagato da alcuni megafoni sparsi per la città, ma non ha comunque perso il suo fascino orientale ed esotico. Pare una cantilena, addirittura un lamento, ma l’energia che emana è molto potente e, per noi che non ne siamo abituati, decisamente mistica. Chissà se con il passare dei giorni comincerà a sembrarci un po’ più familiare.. non è difficile immaginarlo, dal momento che i fedeli vengono richiamati alla preghiera per ben cinque volte al giorno!

Terminato il richiamo e conclusa pure la nostra sessione di yoga mattutina, abbiamo salutato Tangeri e ci siamo rimessi in viaggio puntando verso sud. L’appuntamento con il nostro amico Stef è fissato per domani a Casablanca; oggi abbiamo quindi deciso di fare una sosta intermedia nella città di Assilah.

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Assilah

Assilah è una città antichissima; colonizzata dai Fenici nel II secolo a. C. con il nome di Zilis, è stata ribattezzata Assilah dagli Arabi, dopo la conquista avvenuta nel 712. Per la sua posizione strategica, è stata un porto naturale per diversi popolazioni: Bizantini, Arabi, Fenici, Romani, Cartaginesi, Normanni, Portoghesi.. I bastioni, le fortificazioni e le mura sono state erette proprio da questi ultimi.

Medina di Assilah

Dopo aver parcheggiato, ci siamo diretti verso la Medina, curiosi di scoprire se anche il cuore delle città più piccole pullulasse di vita come quello delle grandi città. Le casette bianche e blu ci hanno per un attimo ricordato l’Andalusia, ma tutto il resto trasudava di un’atmosfera indiscutibilmente araba. Prima di tutto i colori: se nel sud della Spagna sono accesi, qui sono esuberanti. E poi le stradine: il mio senso dell’orientamento è pessimo ovunque, ma sapere dove siamo all’interno della Medina è praticamente impossibile.

E infine le persone, il loro abbigliamento.. in particolare quello delle donne. In Marocco non c’è l’obbligo del velo, ma tantissime donne, forse la maggioranza, lo indossano. Nonostante le tante domande che la questione del velo ha sollevato in tutto il mondo, sono rimasta completamente ammaliata dalla bellezza degli abiti tradizionali e dall’eleganza con la quale le donne musulmane li indossano.

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