Avignone

on 13 Apr , 2022

Ci siamo rimessi in viaggio seguendo il corso del Rodano, fino ad arrivare ad Avignone.

L’importanza storica e culturale della città ha reso questa sosta inevitabile.

Il centro storico di Avignone è interamente circondato da splendide mura, costruite durante il periodo del Papato avignonese. E’ proprio a quest’ultimo che la città deve la sua fama. Nel 1309, quando Roma era sconvolta dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini, Papa Clemente V ha infatti spostato la corte papale in Francia, più precisamente ad Avignone, che all’epoca faceva parte dello stato pontificio.

L’emblema di questo periodo è il Palazzo dei Papi, uno dei monumenti gotico medievali più importanti d’Europa, costruito tra il 1335 e il 1364. Impossibile non restare a bocca aperta davanti alla sua bellezza.

Da non perdere è anche la cattedrale romana, situata proprio accanto al Palazzo dei Papi.

Avignone

Quello che più ci ha colpito è stato però il ponte di “Saint Benezet”, meglio conosciuto come “Ponte d’Avignone” o “Ponte interrotto”. Ebbene sì, è un ponte che ad un certo punto.. finisce! Intorno a questo fatto sono fiorite numerose leggende; la verità però, come potrete immaginare, è molto semplice: dopo i numerosi crolli dovuti alle esondazioni, ad un certo punto è stato deciso di non ricostruirlo più.

Per dormire abbiamo trovato un parcheggio leggermente fuori Avignone, con la possibilità di rifornirsi d’acqua e di scaricare le acque nere. Gratuitamente! Siamo davvero usciti dalla Costa Azzurra!

Quando siamo arrivati c’erano già 10 camper parcheggiati. Era più o meno così che me la immaginavo la fita in camper.

Appena parcheggiato è venuto a presentarsi un signore tedesco. La moglie ci ha regalato un sorriso enorme, salutandoci con un cenno della mano dalla finestrella del loro camper. Poco dopo è uscita anche lei. Hanno entrambi gli occhi azzurrissimi e un viso buono, di quelli che infondono subito fiducia. Ci hanno raccontato che sono in viaggio da tre mesi e che questo era il loro ultimo giorno.

Quando gli abbiamo parlato del nostro progetto di lavorare e viaggiare allo stesso tempo, non hanno avuto la benché minima reazione di stupore, hanno solo sorriso e detto “Great! So you have lots of time!”. Evidentemente è solo in Italia che la nostra scelta fa scalpore, nel resto del mondo è vista come la normalità. Ci hanno quindi consigliato diversi posti da vedere, soprattutto in Spagna, luoghi dei quali parlavano con gli occhi sognanti. In particolare ci hanno raccomandato di trascorrere almeno un giorno e una notte vicino a Murcia, in un agriturismo che offre ospitalità ai camperisti. Dalla loro descrizione sembra il paradiso: la mattina viene portato il pane fresco e il caffè, nel tardo pomeriggio un ragazzo porta il vino prodotto da loro e la sera viene fatto un falò intorno al quale sedersi tutti insieme. Per di più, ciliegina sulla torta, ci sono delle stanze con un’ottima connessione, dove i nomadi digitali possono lavorare.

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