Cadice, la tacita de plata.

on 7 Giu , 2022

Visitare Cadice ha avuto per me il sapore di un sogno che finalmente si realizza.

Cadice, la tacita del plata

Cadice è la città che avevo scelto per il mio Erasmus. Pur non essendoci mai stata, avevo a lungo sognato le sue grandi spiagge bianche, l’oceano… il suo trovarsi in una Spagna che è già Portogallo, ma che ancora guarda all’Africa. L’avevo scelta per il suo essere poco più che un paese, per le passeggiate che immaginavo avrei fatto la mattina presto, prima di andare all’università. L’avevo scelta per i suoi 3000 anni di storia, che la rendono la città più antica di Europa.

Ricordo che ci misi tutta me stessa per ottenere quell’unico posto che l’università di Firenze assegnava per Cadice. Lo ottenni e piansi di gioia. Qualche giorno dopo però, venni a sapere che il termine massimo per l’accettazione era scaduto; non c’era più nulla da fare: il mio posto era stato assegnato ad un’altra persona. In quell’attimo scontai tutta la mia sbadataggine, oltre che le mie scarsissime competenze informatiche.

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Eppure, col senno di poi, non riesco a non pensare che il destino mi stesse preparando qualcosa di ancora più grande, come quello che sto vivendo adesso. Chissà, infatti, quale direzione avrebbe preso la mia vita se fossi partita per quell’Erasmus? Non potrò mai dirlo, so solo che la vita è meravigliosa e che, anche le delusioni, col tempo si trasformano e assumono un volto completamente diverso.

Cadice è esattamente come me la immaginavo: un grande paese in cui la vita scorre tranquilla tra il suono delle onde e quello del vento, in cui la gente ama rilassarsi, ma sa pure divertirsi. Cadice è infatti famosa in tutta Europa per il suo Carnevale, il quale, proprio come la città, è uno dei più antichi di Europa. Se di questo eravamo a conoscenza, non potevamo certo immaginare che ci saremmo trovati nel bel mezzo del Carnevale 2022. Non appena abbiamo raggiunto le stradine del centro, siamo stati catapultati in un clima di festa; diverse persone erano vestite in maschera, le strade erano piene di coriandoli e si sentivano, in lontananza, voci femminile cantare allegramente. Via via che ci avvicinavamo alla strada principale, le parole si facevano sempre più chiare, fino a che non abbiamo sentito distintamente la parola “Carneval”. Carnevale? Possibile che a giugno stiano festeggiando il Carnevale? Possibile. Quello di fine febbraio è infatti stato spostato a giugno, esattamente alla settimana dal 2 al 12 e noi, senza saperlo, eravamo lì a goderci quello spettacolo di musica e colori.

Cadice, la tacita del plata

Ogni mese io e Carlo ci concediamo una, al massimo due, cene fuori. Un po’ per il sogno di Cadice finalmente raggiunto, un po’ perché domani saluteremo la Spagna, abbiamo pensato che fosse la sera perfetta per farci un regalo.

Abbiamo scelto un ristorantino in una piazzetta tranquilla e abbiamo ordinato dei calamari ripieni e una coda di toro, una specialità andalusa. Erano semplicemente deliziosi. Concedersi qualche “lusso” solo raramente ci sta insegnando a godere al massimo di quello che scegliamo, a sentire davvero il sapore di quello che mettiamo sotto i denti. Niente a che vedere con le cene troppo spesso frettolose e fatte “tanto per uscire un po’” che purtroppo mi capitava di fare prima di partire. Una cena così, benché molto più povera, vale mille cene di sushi ordinate prima di iniziare questo cammino. E’ tutta una questione di consapevolezza e di gratitudine. E’ tutta una questione di presenza.

Cadice, la tacita del plata

Tornando verso il camper, siamo passati dal Lungomare. Il sole stava tramontando dritto nell’oceano e mi è tornato in mente il racconto sulla “Tacita de plata”, la tazzina d’argento, uno dei nomi con cui è conosciuta Cadice. Le leggende sull’origine del nome sono diverse, ma una in particolare riguarda la luce del sole che, riflessa nell’acqua, creerebbe delle sfumature argentate nel mare.

Hasta pronto Cadiz! Sei bella proprio come ti avevo immaginata.

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