Casablanca

on 27 Mag , 2022

Stamattina ci siamo diretti a Casablanca, dove avremmo incontrato nuovamente Stef e Khoula per proseguire insieme verso Marrakesh.

Casablanca

Quello che più mi premeva di Casablanca, era conoscere i luoghi che il mio amico frequenta abitualmente, quelli che tante volte mi aveva descritto su whatsapp. Abbiamo così visto il luogo dove lavora, la scuola in cui ha studiato italiano e infine il consolato dove, per ben tre volte, si è visto rifiutato il visto per andare in Italia.

Vivere, o semplicemente viaggiare in Italia, è il più grande sogno di Stef e ci sta mettendo tutte le sue forze per raggiungerlo. Purtroppo però, come lui stesso ci ha spiegato, se per noi europei è facilissimo visitare l’Africa, non è vero il contrario. Sapevo che è così, ma quelle parole, pronunciate in quel modo, hanno dato un sapore molto più amaro a quella che era solo una labile consapevolezza.

Ad allontanare i pensieri tristi, è sopraggiunto quello ben più felice del cibo. Oggi è venerdì e il venerdì, in Marocco, è il giorno del cous cous. Tutti mangiano il cous cous e chi non lo mangia viene guardato come se fosse un alieno. Prima ancora di capire cosa stesse facendo, abbiamo visto Stef lanciarsi in mezzo di strada e fermare un taxi; così siamo saliti e siamo partiti per quella che per noi è stata, senza mezzi termini, una folle corsa. Il traffico in Marocco è a dir poco assurdo: le macchine e i motorini sfrecciano da ogni lato e, per avvertire che stanno superando, a destra o a sinistra poco importa, suonano il clacson; le frecce infatti, sono pressoché sconosciute. In tutto questo non c’è una vera fretta, né tantomeno l’ “incazzatura” che vediamo spesso nelle nostre città. Guardando le facce dei conducenti, sono infatti rilassate; come rilassata era, d’altronde, la faccia di Stef; anzi, se la rideva come un pazzo guardando le nostre di facce, che, per contrasto, dovevano necessariamente sembrargli il ritratto del terrore.

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Casablanca, cous cous maroccain

Scesi da quella specie di giostra, abbiamo raggiunto un ristorante, dove abbiamo ordinato due cous cous, uno con pollo e uno con carne e verdure. Da bere abbiamo provato il “leben”, lo strano liquido, dall’aspetto molto simile al latte, che tutte le persone intorno a noi stavano bevendo. Il cous cous, avendolo già provato diverse volte, non ha riservato sorprese; era come sempre delizioso.

Dal leben ci aspettavamo un sapore dolce, delicato; era invece decisamente acido, molto simile allo yogurt. Il primo sorso è stato strano, poi mi sono abituata ed ho cominciato ad apprezzarlo, al punto che ho bevuto volentieri anche quello di Carlo che, non amando particolarmente lo yogurt, non ha provato troppa simpatia per il leben.

Dopo pranzo abbiamo proseguito il tour per la città. Casablanca, essendo la capitale economica del Marocco, è il simbolo della modernità, dello sviluppo, e assomiglia tantissimo alle nostre capitali europee. Personalmente non amo molto le città industriali, ma Casablanca ospita anche diversi monumenti, molti dei quali, purtroppo, non abbiamo fatto in tempo a visitare.

Si era infatti fatta l’ora in cui Khaoula usciva da lavoro. Datici appuntamento al camper, l’abbiamo vista arrivare con quattro contenitori enormi, con sopra scritto i nostri nomi. Li abbiamo aperti e ne è uscito un profumo delizioso. Era “Rfissa”, un piatto tipico del Maghreb, a base di brodo di cipolle, zenzero, coriandolo, zafferano, fieno greco, pollo e altri ingredienti a noi sconosciuti.

Rfissa in camper

Stef ci ha confidato che Khaoula ha trascorso gran parte della notte  a cucinarlo, un gesto talmente bello che ci ha lasciati senza parole. Mangiarlo è stata una vera goduria e ci ha dato l’energia necessaria per affrontare le cinque ore di viaggio per arrivare a Marrakesh.

Ho amato fortemente la strada che da Casablanca porta a Marrakech. Non c’è assolutamente nulla ad interrompere le infinite distese di campi, ma proprio per questo mi ha regalato forti emozioni. Ogni tanto c’è qualche piccolo paesino, qualche pecora, qualche mucca, qualche …cammello! Quanto sono buffi i cammelli! Li ho sempre trovati animali di una simpatia unica!

Casablanca, strada verso Marrakech

Quando abbiamo visto il sole raggiungere quasi l’orizzonte, abbiamo pensato fosse il momento perfetto per fare una sosta. Siamo scesi e abbiamo atteso, osservando il colore dei campi cambiare lentamente.

Lì, sperduta in mezzo al nulla, in una terra che ancora non conosco ma che mi sta già regalando tanto, insieme al ragazzo che amo e a due amici che ci hanno accolti come fratelli, ho osservato un tramonto mozzafiato. A fine spettacolo, il silenzio è stato interrotto da un sussurro di Stef, rivolto come tutti verso il sole: “a domani”.

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