Ceuta

on 18 Mag , 2022

Il richiamo dell’Africa è stato troppo forte.

Nonostante l’idea iniziale fosse quella di viaggiare in Europa, vedere la costa africana così vicina ci ha fatto provare un tuffo al cuore.

C’è però anche un’altra ragione che spiega il nostro cambio di programma: abbiamo un amico che vive a Casablanca; si chiama Mostafa, per gli amici Stef. L’ho conosciuto cinque anni fa per uno scambio linguistico, quando io studiavo francese e lui italiano, ma non ci siamo mai visti di persona. L’idea di poterlo conoscere dal vivo ci è sembrata una cosa bellissima e la sua emozione quando glielo abbiamo comunicato, ha fatto sparire ogni titubanza.

Ci siamo quindi diretti al porto e abbiamo cercato l’opzione migliore per arrivare in Marocco. Il traghetto più economico era quello per “Ceuta, Spagna”… Come Spagna?! Sì, Spagna! Ebbene sì, in Marocco c’è un pezzetto di Spagna e questo spiega i costi relativamente più bassi del traghetto. Purtroppo, dovendo imbarcare anche Ulisse, il costo totale è stato di 190 euro, comunque abbastanza alto, ma contiamo di risparmiare in Marocco, dove la vita sarà senza dubbio meno cara.

Stamattina la sveglia è suonata alle 7.30. Da quanto tempo non mettevamo una sveglia?

Questo è un altro aspetto che amo della nostra nuova vita. Nessun risveglio brusco, nessun sonno interrotto. Il corpo si sveglia in modo naturale, spontaneamente, quando sente di aver riposato il numero giusto di ore; a volte è il sole che filtra dalla finestra a svegliarci, ma è un risveglio incommensurabilmente più dolce, più bello.. e la connessione che si instaura con la natura è subito fortissima.

Sentire il suono della sveglia è stato quindi strano e ancora più strano è stato realizzare che stavamo per varcare lo stretto di Gibilterra.

Per la paura di fare tardi, nonostante avessimo passato la notte accanto al porto, siamo arrivati con un’ora e mezzo di anticipo.

Imbarcare Ulisse è stato tutt’altro che facile, ma per fortuna è toccata a Carlo. Ci hanno fatti entrare in retromarcia e in salita, cosa già difficile di per sé, ma il nostro Ulisse in salita arranca.. figuriamoci in salita e in retromarcia!

Ad ogni modo Carlo è riuscito nell’impresa e, a quel punto, non ho potuto fare a mano di pensarci: un novello Ulisse stava per varcare le colonne d’Ercole.

Ceuta, stretot di Gibilterra

Sorridendo siamo saliti al piano di sopra. La maggior parte delle persone era seduta dentro, ma noi, non volendo perderci nulla di quella traversata, abbiamo raggiunto la prua. Il vento era fortissimo e la nave avanzava velocemente tra le onde lasciandosi dietro una larga scia di schiuma bianca. Era mare? Era oceano? Era ancora Europa o già Africa? Difficile dirlo, impossibile raccontare l’emozione.

Sbarcati a Ceuta, ci è subito giunto alle orecchie l’accento spagnolo, a ricordarci che siamo ancora in Spagna. Il vero “shock” lo sentiremo domani, quando varcheremo la dogana che ci aprirà, stavolta davvero, le porte all’Africa.

Dopo aver mangiato un boccone, siamo andati alla scoperta di questa bizzarra città verso la quale, per il fatto di non saper decidere da che parte di mondo stare, nutrivo già simpatia.

L’aria che si respira è intrisa di mare e di mito.

Ceuta, colonne d'Ercole

Per prima cosa ci siamo imbattuti in una grande statua raffigurante Ercole che separa le due colonne. Secondo una delle tante versioni del mito, Europa e Africa erano un tempo unite da un’unica montagna. Ercole, dividendola, ha fatto entrare l’oceano, creando così i due continenti. Le due colonne, sempre secondo il mito, sono quelle di Abyla, l’odierna Ceuta e Calpe, oggi Gibilterra.

Ceuta, Calipso

Non molto lontana si trova una grande statua della ninfa Calipso. Tiene il braccio levato e lo sguardo rivolto verso il mare. Chi sta salutando così malinconica? Omero ci racconta che si tratta di Ulisse, l’uomo di cui si è follemente innamorata e che ha trattenuto nella sua prigione dorata per sette anni. Cieca d’amore, gli offre perfino il dono dell’immortalità, pur di farlo restare con lei, ma l’eroe ha un unico desiderio: quello di tornare ad Itaca, sua patria, e riabbracciare sua moglie, Penelope. Appena il volere degli dei è favorevole, Ulisse salpa infatti alla volta di Itaca e alla bella ninfa non resta altro che salutarlo e vederlo, piano piano, scomparire nel mare.

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