Arrivederci Costa Azzurra!

on 10 Apr , 2022

Ciao Costa Azzurra,

Attraversandoti abbiamo imparato i primi rudimenti della vita in camper.

Eravamo completamente inesperti quando siamo partiti, così inesperti che un vecchietto incontrato a Magenta ha avuto compassione di noi. Adesso, trascorsi 10 giorni, possiamo dire che ce la stiamo quantomeno cavando. Non è stato facile, le tribolazioni e i momenti di sconforto sono stati diversi, ma la soddisfazione di essere qui è impagabile. Probabilmente gireremo ancora a vuoto alla ricerca di acqua, continueremo a vagare invano cercando luoghi adibiti allo scarico e lotteremo ancora per trovare una connessione internet sufficientemente alta da permetterci di lavorare ma, se siamo qui, vuol dire che, forse, ce la stiamo facendo.

Quindi grazie Costa Azzurra. Anche se non sei fatta a misura di camperista, la tua bellezza ci ha abbondantemente ripagato.


La Costa Azzurra ha ceduto il passo alla Costa di Marsiglia e ad un paesaggio completamente diverso. Alle grandi spiagge sono subentrate rocce aspre a picco sul mare e il vento forte e incessante rende questa parte di costa più brulla e, a mio parere, più autentica.

Questo è un altro aspetto che amo di questo tipo di viaggio: la lentezza, l’opportunità di osservare il paesaggio cambiare poco a poco, coglierne tutte le sfumature. Fino a qualche tempo fa mi piaceva viaggiare in aereo, salire a bordo in una città e ritrovarmi, nel giro di pochissime ore, in un’altra completamente diversa. Non mi rendevo conto che, così facendo, mi perdevo tutto quello che stava in mezzo; venivo catapultata in un contesto diverso senza essermi goduta il viaggio. In questo senso, percorrere il Cammino di Santiago mi ha cambiata profondamente, insegnandomi ad amare i tempi lenti, a fare caso alle piccole cose, a notare i minimi cambiamenti nel paesaggio circostante. Per me, che sono sempre stata una persona frenetica, è stato un bagno di consapevolezza, una consapevolezza che sto piano piano imparando a rivivere anche qui e che vorrei diventasse parte della mia vita.

La strada che porta a Marsiglia scende giù tortuosa, attraversando una montagna che cade a picco sul mare. Al nostro arrivo in città siamo stati accolti da orde di tifosi che lanciavano fumogeni e bloccavano il traffico. Si stava per giocare la partita Marsiglia-Monpellier. Da ex tifosa mi è venuto da sorridere, ma non ci è sembrato il caso di correre il rischio di rimanere bloccati, dentro Ulisse, in mezzo alle due tifoserie francesi. Inoltre, dopo giorni trascorsi in mezzo alla natura e in piccoli paesini, attraversare una grande città ci ha fatti sentire un po’ a disagio.

Abbiamo quindi proseguito sperando di incontrare presto un paesino tranquillo, possibilmente sul mare, dove trascorrere la notte e poter lavorare serenamente il giorno dopo.

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