L’uomo incontra il mare

on 28 Lug , 2022

Lasciata Ribe, la città più antica della Danimarca, il nostro itinerario improvvisato ci ha condotti, manco a farlo a posta, in quella più giovane.

Si tratta di Esbjerg, una città fondata meno di un secolo e mezzo fa per scopi commerciali. Come Ribe, si trova nella penisola dello Jutland, la più occidentale tra le penisole della Danimarca, e il suo porto è il più grande tra quelli danesi affacciati sul mare del nord.

Data la tenera età ed il volto prevalentemente industriale, Esbjerg non offre molto da vedere dal punto di vista artistico e, per dir la verità, neppure da quello naturalistico. C’è però qualcosa per cui vale la pena passare da queste parti: appena superato il porto, quattro giganteschi uomini bianchi si ergono ad osservare il mare. Impossibile non notarli.

Esbjerg - l'uomo incontra il mare

La prima reazione che ho avuto, non appena li ho scorti in lontananza, è stata di stupore. Mai avevo visto niente di simile. Man mano che ci avvicinavamo però, restavo sempre più perplessa; c’era qualcosa che non mi convinceva in quelle enormi sagome bianche stagliate contro un cielo grigio che prometteva pioggia. I loro corpi altro non sono che quattro blocchi di cemento bianco, perfettamente geometrici e identici tra di loro. E i volti.. I volti, anch’essi identici e privi di qualsiasi tipo di espressione, guardano avanti con occhi sbarrati e vuoti. Da qualcuno che osserva il mare mi sarei aspettata un qualche tipo di reazione, di emozione… Il mare non può lasciare indifferenti.

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Esbjerg - l'uomo incontra il mare

Poi però ho pensato che quelli che avevo davanti, più che a uomini, assomigliassero a giganti. Forse l’autore ha voluto rappresentarli così, assolutamente privi di ogni emozione, ma anche di ogni imperfezione, per allontanarli dalla caducità umana e avvicinarli alla divinità.

I giganti infatti stanno lì, nudi, privi della corruzione che, inevitabilmente, deriva dal contatto con la società.

Stanno lì, incontaminati, ad osservare il mare, anche lui incontaminato, puro, infinito.

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