Gli aranceti di Simat

on 26 Apr , 2022

Non avere nessuna rotta da seguire ci sta portando a scoprire luoghi che altrimenti non avremmo mai visitato, luoghi ricchi di fascino che stanno al margine delle rotte abituali.

E’ il caso di Simat de la Valldigna, un piccolo pueblo della comunità valenciana. Appena arrivati siamo stati avvolti da un’atmosfera onirica, come quando sogniamo e non riusciamo a distinguere bene i confini delle cose. Circondata da montagne e da immense distese di aranceti, Simat sembra davvero un paese incantato, o meglio, un paese fuori dal tempo. Segue infatti un ritmo tutto suo. Non ci sono alberghi e anche i ristoranti sono pochissimi. Ci sono però diversi bar, dove la gente del paese, soprattutto anziani, si ritrova a chiacchierare. Tutto scorre lentamente, lontano dai rumori e dalla frenesia della grandi città.

Gli aranceti di Simat

Oltre alla dimensione da sogno, ad accoglierci  è stato anche un profumo intenso di fiori. Abbiamo presto scoperto essere quello dei fiori d’arancio. Non so come abbia fatto a non riconoscerlo subito, essendo una delle particolarità che mi ha fatta innamorare del sud della Spagna. Sono stati gli Arabi, durante la loro dominazione, a dare a questa terra questo tocco di arancione che tanto mi piace. Siviglia, in particolare, è conosciuta come la città delle arance, ma Simat, in quanto ad aranceti, non ha niente da invidiarle.

Gli aranceti di Simat

Gli alberi sono così carichi di arance che la terra si è trasformata in una distesa arancione. Evidentemente nessuno viene a raccoglierle. Ne abbiamo prese due e ce le siamo mangiate lì, in mezzo agli aranceti. E’ stato un vero tripudio di sapori, quello del succo delle arance, di profumi, quello dei fiori, e di colori, quello dovuto al contrasto tra l’arancione delle arance, il verde delle foglie e l’azzurro del cielo.

Simat, monastero di Santa Maria.

Ma ciò che rende davvero unica Simat è il monastero di Santa Maria de la Valldigna, fondato nel 1298. Si racconta che il re Giacomo II d’Aragona, di ritorno dalla guerra contro i musulmani,  sia stato talmente colpito dalla bellezza e dalla fertilità di questa vallata da ordinare la costruzione di un monastero.     

Simat, monastero di Santa Maria.

L’unica parte ad essere rimasta integra è la chiesa, mentre le coperture del chiostro e degli altri edifici sono andate perdute, ma è proprio questo senso di incompletezza che rende questo luogo così speciale. L’immaginazione è infatti libera di vagare e di immaginare le parti andate perdute, immersa in un senso di pace e di misticismo che valgono, da soli, la visita a Simat.

    

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