Marrakech

on 28 Mag , 2022

Ho sempre avuto una memoria strana. Dei luoghi in cui viaggio scordo presto i nomi, li confondo tra loro e, quando qualcuno mi chiede di descriverli, sono in difficoltà.

Quello che mi ricordo sono le sensazioni, le emozioni.. per esempio, mi capita spesso di provare uno smisurato affetto per un luogo e di non sapere perché, di portarlo nel cuore, ma di non riuscire a ricordarne l’aspetto esatto. Vedo sbiadito ma, come con le persone, mi ricordo se un luogo mi ha fatta stare bene. Ne ricordo i colori, i profumi e, semmai, più che l’insieme ricordo i dettagli.

Marrakech, piazza jemaa el-Fnaa

Della mia prima volta a Marrakesh ricordavo questo: i colori della Medina, il tramonto su piazza Jemaa el-Fnaa e il suo pullulare di vita, il sapore del tè alla menta, il sorriso della mia amica Chiara. Tutte queste cose le ho ritrovate in questo viaggio, compreso il sorriso della mia compagna di viaggio. Certe emozioni sono indelebili.

Stamattina, data l’ormai abituale lontananza dei campeggi dalle città, abbiamo chiamato una navetta per portarci a piazza Jemaa el-Fnaa, dove avevamo appuntamento con Stef e Khaoula. Il signore alla guida parlava un ottimo italiano e ci ha deliziati con un racconto della sua città e delle sue maggiori attrazioni, soprattutto quelle meno turistiche.

Giunti alla piazza, ad accoglierci c’erano i nostri amici e una meravigliosa piazza pullulante di vita: incantatori di serpenti, musicisti, danzatori, commercianti… e signore che praticavano quella meravigliosa arte che si tramanda da donna a donna, i tatuaggi all’hennè. L’unica nota dolente di questa piazza è lo sfruttamento di cui molti animali sono vittima: le scimmie, ridicolizzate e in catene, per far divertire i turisti; i muli e i cavalli, costretti ad aspettare ore sotto al sole; i pavoni, costretti con la forza a fare la ruota, per “regalare” ai turisti un bello scatto fotografico da mostrare dopo il loro ritorno a casa. Questa nuova consapevolezza mi ha lasciato molta tristezza nel cuore e ha scalfito un po’ dell’amore che provo per questa piazza.

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Marrakech, medina

Nonostante non ami i luoghi affollati e la loro frenesia, girare per la Medina di Marrakech è un’esperienza unica al mondo. I suk, i labirinti di vie piene di bancarelle, sono una vera esplosione dei sensi. I colori dei tappeti, l’odore penetrante delle spezie, i suoni della canzoni tradizionali sono come fuochi d’artificio visivi, olfattivi e uditivi. Credo che pochi posti al mondo causino un’attivazione dei sensi così alta come quella che questo luogo regala.

Marrakech, Koutubia

Dopo una breve visita alla Koutubia, la più grande moschea di Marrakesh e una lunga camminata fino ai giardini Menara, eravamo letteralmente stravolti dalla stanchezza e dal troppo sole. Per quanto sia stupenda, non si può certo dire che Marrakech sia una città rilassante.

I nostri amici sono quindi tornati al loro appartamento, mentre io e Carlo siamo saliti in cima ad una terrazza per goderci il tramonto su piazza Jemaa el-Fnaa.

Marrakech, piazza Jemaa el-Fnaa

Ciò che più amo di questa piazza è il suo non essere mai uguale a se stessa. Ad ogni ora cambia volto, assomigliando ad una signora che, non sentendosi mai abbastanza bella, si cambia continuamente d’abito. E, proprio come una signora, il suo abito migliore lo riserva alla sera: così eccola lì, bellissima ed elegante, davanti a centinaia di persone, rivestita dai raggi dorati del sole.

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