Mohammedia

on 26 Mag , 2022

Il campeggio a Mohammedia è un posto perfetto per rilassarsi e godere del mare e del vento dell’oceano.

Campeggio a Mohammedia

Siamo rimasti qui per quattro giorni, in attesa di partire, domani, alla volta di Casablanca.

Mohammedia non offre molto da vedere a livello storico, ma avere l’oceano ad un passo ed essere in un campeggio immerso nel verde, in compagnia di galli e tacchini, è stata per noi pura felicità.

Sono stati giorni tranquilli, scanditi da tempi lenti, yoga, lavoro e passeggiate, scalfiti da un solo brutto episodio.

Dati i prezzi molto bassi, siamo usciti per cenare fuori e provare qualcosa di tipico, quando un cane ha cominciato a seguirci. Qui in Marocco è pieno di gatti e cani randagi; sono ad ogni angolo, attraversano le strade quando meno te lo aspetti, si sentono abbaiare ad ogni ora … ma che ci seguissero non era mai successo. Abbiamo proseguito, cercando di fare finta di niente e sperando che si allontanasse da noi; lui però ha continuato a seguirci, un po’ come il gattino di Alhama de Granada, ma con un esito completamente diverso. Ad un certo punto ha cominciato ad abbaiare e ha morso la caviglia di Carlo, il quale, ironia del destino, ha sempre avuto un leggero timore dei cani. Fortunatamente, allarmati dal rumore, sono usciti i proprietari dell’unico negozio nei dintorni e ci hanno aiutato a scacciarlo. Un ragazzo ha fatto sedere Carlo su una sedia, chiedendogli se volesse qualcosa da bere, mentre una signora è corsa a prendere un disinfettante. E’ stata sicuramente una brutta esperienza, ma abbiamo avuto l’ennesima conferma della gentilezza del popolo marocchino; oltretutto la ferita non è affatto profonda… probabilmente era un cane sdentato!

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Ripresici dallo spavento, ci siamo messi nuovamente alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Essendo nella periferia di un paese di periferia, non ci sono molti ristoranti; quando abbiamo visto del fumo uscire da delle specie di  griglie, ci siamo fiondati immediatamente in quella direzione. Erano degli spiedini di carne con accanto gli onnipresenti taijine. Senza pensarci troppo ne abbiamo indicato uno a caso e il signore ci ha fatto cenno di accomodarci dentro. Il locale era fin troppo, come dire.. tipico! Al posto dei muri c’erano dei tappeti sui quali si arrampicavano un bel po’ di gatti e, seduti agli altri tavolini, diversi gruppetti di uomini bevevano tè marocchino, pronunciando parole incomprensibili e scacciando di tanto in tanto i felini che gli andavano tra i piedi. Ci stavamo giusto domandando cosa fossero i rumori che provenivano dalla “stanza” accanto, quando è arrivato il nostro tajine; lo abbiamo aperto e abbiamo scoperto che ne avevamo ordinato uno con pollo e verdure. Il profumo che si sprigionava da quel recipiente faceva venire l’acquolina in bocca, peccato che… non ci avevano portato le posate! Solo pane! Ci siamo allora ricordati che qui la maggior parte delle persone usa il pane al posto delle posate, anche se nei ristoranti è più comune usare le posate. Avremmo voluto provare, rispettando e facendo nostre le usanze del posto, ma per questa volta abbiamo preferito chiedere delle forchette. Finalmente abbiamo messo in bocca il primo boccone e… il sapore ha decisamente reso giustizia all’odore; non so quali spezie vengano usate in questi tajine, ma il risultato è strepitoso.

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