Peralada: primi passi in terra spagnola

on 15 Apr , 2022

Attraversare i paesini di frontiera ha sempre avuto per me un fascino particolare.

Le lingue, spesso ibridate dai dialetti, si mescolano, si confondono, così come le abitudini e le culture. I cartelli stradali e le insegne dei negozi, nella maggior parte dei casi bilingui, ci fanno assaporare poco a poco la lingua del Paese a cui ci stiamo avvicinando.

Nel nostro caso specifico, a rendere l’avvicinamento al confine ancora più emozionante, ha contribuito la lucina arancione della riserva. Per diversi chilometri non abbiamo trovato nessun distributore e l’idea di dover superare i Pirenei in riserva non era per niente allettante. Per fortuna ne abbiamo trovato uno, a pochissimi chilometri dalla frontiera, così Ulisse ha potuto continuare a correre felice verso la Spagna.

Rientrare in terra spagnola è stato, come sempre, un tuffo al cuore. Me ne sono innamorata la prima volta che visitai Siviglia e il sentimento di sentirmi a casa mi ha sempre accompagnata, in tutte le città spagnole che ho visitato. Adesso ci troviamo in Catalogna, la regione di Barcellona, una terra che per diversi aspetti, sia culturali che linguistici, si differenzia dal resto delle Spagna. Le lingue ufficiali qui sono due: il Castigliano, ovvero lo spagnolo che conosciamo, e il Catalano. Quest’ultimo è un mix tra spagnolo, italiano e francese e non è un dialetto, bensì una vera e propria lingua, a mio parere splendida. Anche per quanto riguarda la cucina ci sono delle differenze tra la cucina di Madrid e quella di Barcellona; se la Spagna è conosciuta per la paella e il chorizo, in Catalogna va assolutamente provata la fideuà, una specie di paella con gli spaghetti.

Adesso ci troviamo a Peralada, un paesino a pochi chilometri dalla frontiera, in provincia di Girona. Siamo in un parcheggio attrezzato per camper, con altre casette mobili di fianco. Un sogno per noi che ci portiamo ancora dentro l’esperienza solitaria della Costa Azzurra!

Peralada

La prima cosa che abbiamo notato entrando in paese, sono state le frecce gialle e le conchiglie disegnate ad ogni angolo. Impossibile non riconoscerle: sono il segno inequivocabile che da qui passa una delle tante vie che porta a Santiago di Compostela.

Cicogne di Peralada

In effetti Peralada, con le sue viuzze strette e la sua chiesetta, sembra proprio il classico paesino che si incrocia lungo il Cammino di Santiago. Ma più delle viuzze e della chiesetta, a farci tornare con la memoria al nostro pellegrinaggio sono state .. le cicogne! Nella via per Santiago ce ne sono tante, ma Peralada sembra davvero il loro regno!

Un contadino del posto, vedendoci affascinati dalla loro moltitudine, ha lasciato il suo lavoro per venire a raccontarci il ciclo di vita di questi splendidi animali.  Aprile, ci ha spiegato, è il mese dell’accoppiamento, della deposizione delle uova e dell’incubazione, ma è anche, insieme a maggio, il mese della schiusura delle uova e della nascita dei piccoli. Questo spiega, immagino, il concerto di suoni a cui stavamo assistendo. Fine maggio/ inizio giugno è il periodo dei primi voli dei piccoli; dopo di che ha inizio il periodo di permanenza nei nidi che dura fino alla fine di agosto, periodo in cui le cicogne cominciano a migrare verso l’Africa. Da settembre a dicembre restano là, a godersi il caldo africano e tornano qua solo alla fine di gennaio. Marzo, infine, è il mese della formazione e della ricostruzione dei nidi.

Peralada

Dopo questa interessante e inaspettata lezione, la nostra passeggiata ci ha portati ad un grazioso fiumiciattolo. Per restare in tema Cammino, ci siamo guardati e, senza dire niente, ci siamo tolti le scarpe per mettere i piedi nell’acqua gelata.

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