Respirare

on 12 Apr , 2022

Per la prima volta da quando siamo partiti, ci siamo fermati due giorni nello stesso luogo.

Una grande pineta accanto al mare, vicina al paesino di Sausset, ci ha subito conquistati. Non c’era niente da visitare nei dintorni, ma era esattamente quello di cui avevamo bisogno: stare noi, in compagnia del mare e del vento incessante. Anche la connessione era ottima e abbiamo potuto andare avanti con il lavoro.

La mattina ci alzavamo presto e, prima di cominciare a lavorare, andavamo a fare una passeggiata fino al faro. Il vento in queste zone è così forte che molti alberi crescono per obliquo. Ne abbiamo trovato uno completamente sdraiato al suolo che, nonostante la sua condizione, continuava a crescere rigoglioso. La forza della vita è meravigliosa!

Respirare

Ho sempre amato il mare in tempesta, da sempre l’ho sentito vicino al mio cuore e alla mia anima. Osservandolo, mi sento capita; perdendomi nei suoi tumulti, ritrovo la mia calma.

Immagino che in questi luoghi il mare sia sempre così, burrascoso. Le onde si infrangono violentemente sulle rocce, erodendole poco a poco e andando poi a formare un’enorme distesa di schiuma bianca. Io e Carlo siamo tornati per un po’ bambini, aspettando gli schizzi sulla riva e osservando i surfisti, in lontananza, cadere e rialzarsi.

La notte poi, non siamo mai stati soli. E’ stata una bellissima sorpresa quando abbiamo visto arrivare un altro camper, dal quale è scesa una giovane coppia con due bambini di 3 e 4 anni. Quell’arrivo inaspettato e gli schiamazzi che sono seguiti ci hanno subito scaldato i cuori. Avere accanto qualcuno dà conforto. Purtoppo fino a quel momento, eccetto il vecchietto di Magenta, non avevamo ancora incontrato nessun camperista. Non abbiamo parlato molto, a causa della diversità delle lingue, ma ci scambiavamo spesso grandi sorrisi. La sera io e Carlo salivamo sul nostro lettone e crollavamo immediatamente, sentendoci più al sicuro rispetto alle notti precedenti.

Ho salutato Sausset a malincuore. Sono stata bene qui, il contatto con la natuta e il silenzio mi hanno aiutata a respirare, ad apprezzare i tempi lenti, nonostante l’enorme resistenza che sto continuando ad opporre. Purtroppo, pur essendomi allontanata da uno stile di vita che non mi rendeva felice, sto facendo fatica ad abbandonare certi schemi mentali, certe abitudini ormai cristallizzate dentro di me. E’ difficile abituare alla calma un cervello che ha sempre lavorato freneticamente, spesso per cose assolutamente inutili. Quando non c’è niente da fare, la mia testa in automatico cerca qualcosa a cui pensare, qualcosa in cui potersi impegnare. Invece no, spesso c’è solo bisogno di stare fermi ad osservare. C’è bisogno di un resettaggio completo.

 

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