Setti Fatma

on 29 Mag , 2022

Se non fosse stato per Stef e Khaoula, probabilmente non avremmo mai nemmeno sentito parlare di Setti Fatma.

Stamattina ci siamo dati appuntamento con i nostri amici alle 9 e siamo partiti alla volta di questo fantomatico villaggio, di cui sapevamo solamente che ci sarebbero state delle cascate.

Setti Fatma dista un’ora e mezzo da Marrakech e si è rivelata la tappa perfetta per riprendersi dalla frenesia e dal delirio della grande città. Oltretutto, le condizioni fisiche sia mie che di Carlo, non erano delle migliori; un po’ per il cibo, un po’ per il caldo, le nostre pance si stanno un po’ ribellando, costringendoci anche a qualche sosta in più durante il tragitto.

Setti Fatma

Ma al di là di questo, la strada che porta al piccolo villaggio è bellissima e noi, data la lentezza di Ulisse, abbiamo avuto tutto il tempo di godercela. A poco meno di un’ora dall’arrivo, inizia a farsi più stretta e a salire su, lungo la splendida valle dell’Ourika; mentre ci inerpicavamo, costeggiando l’omonimo fiume, ci siamo imbattuti in cammelli, pecore e in affascinanti villaggi berberi dai mille colori.

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A Setti-Fatma siamo stati subito accolti, nostro malgrado, da decine di guide turistiche che volevano accompagnarci a vedere le cascate. Desiderosi di calma e tranquillità, ci siamo allontanati e siamo scesi lungo il fiume.

Setti Fatma

Sugli argini c’erano tantissimi tappeti colorati sui quali stavano sedute diverse persone; c’erano poi cuscini e tavolini, sopra i quali si intravedevamo gli inconfondibili taijine. Abbiamo scelto anche noi un tavolino, ci siamo tolti le scarpe e ci siamo seduti a gambe incrociate sul tappeto. Date le nostre condizioni fisiche, non abbiamo ordinato nulla da mangiare, ma sono stata ben lieta quando è arrivata la teiera con il mio adorato tè alla menta.

Non eravamo in splendida dorma, ma essere lì a ridere e scherzare con i nostri amici, sulle rive di un fiume di cui non avevamo mai sentito parlare, sorseggiando tè alla menta, era molto di più di quello che potessimo desiderare.

Setti Fatma, abiti tradizionali Berberi

Poco prima di andare via, Khaoula mi ha chiesto di indossare con lei il tipico vestito delle donne berbere. Poco più in là infatti, c’era un signore con in mano vestiti coloratissimi, che invitava i turisti ad indossarli e a scattare foto ricordo. Esattamente il genere di cose che, se fossi stata sola, avrei evitato senza pensarci due volte. Il volto di Khaoula era però così illuminato di gioia che è stato un piacere accettare. Ed è stato un piacere accettare anche quando mi ha chiesto di potermi truccare. E’ tantissimo tempo che ho deciso di smettere di truccarmi, ma farmi truccare da lei è stata una esperienza bellissima.

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