Surf e sogni

on 25 Giu , 2022

Il surf era nella mia lista di cose da fare almeno una volta nella vita. Per anni è rimasto lì, chiuso nel cassetto dei desideri.

Surf e sogni - Sagres - Praia do Tonel

Perché è così. I sogni, se non si realizzano, ammuffiscono. A volte ci tornano in mente, ma quasi sempre troviamo scuse, ci raccontiamo che prima o poi li realizzeremo, che tanto c’è tempo.

Il surf, per me, faceva parte di questo genere di cose. Riuscivo a percepire l’adrenalina che mi avrebbero regalato le onde, ma in fondo, quella sensazione, non ero davvero disposta ad andarmela a prendere; in fondo pensavo che sarebbe stato bellissimo, ma che sarebbe successo un domani, un giorno. Il problema è che quel giorno non arriva mai. A meno che non ci rimbocchiamo le maniche e non andiamo a riprenderci i nostri sogni, rispolverandoli e dando loro la possibilità di realizzarsi e di renderci felici.

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Per di più, c’è da dire che ho sempre avuto paura dell’acqua alta. So nuotare, ma quel poco che basta per stare a galla e spostarmi un po’. Quando non tocco, comincio ad agitarmi.

Due giorni fa, per gioco, io e Carlo ci siamo detti che sarebbe stato bello provare a surfare. Scherzavamo, poi però ci siamo anche detti: “Ma perché no? Perché non lo facciamo davvero?” Il sud del Portogallo è una zona perfetta per fare surf e Sagres, in particolare, è un paesino che sembra fatto a posta per i surfisti.

Senza pensarci troppo, siamo entrati in uno dei numerosi negozi che affittano tavole da surf. I prezzi non erano eccessivamente alti, così abbiamo noleggiato due tavole e due mute. Come era ovvio, essendo principianti assoluti, ci hanno consigliato di prendere un maestro, ma il nostro budget è ancora troppo basso per potercelo permettere. Carlo era convinto che avremmo guardato gli altri e avremmo cercato di copiare i loro movimenti; io lo ero molto meno. Ad ogni modo, ridendo come matti, abbiamo caricato le tavole su Ulisse e siamo scesi verso la spiaggia di Tonel, una lingua di sabbia che abbraccia un oceano perennemente solcato da vento e surfisti.

Surf e sogni - Sagres - Praia do Tonel

Per un po’ siamo rimasti ad osservare dalla spiaggia le tante sagome nere che provavano ad alzarsi in piedi per poi ricadere subito in acqua, disegnando mille pose diverse. Poi ci siamo fatti coraggio e abbiamo raggiunto il mare. Il contatto con l’acqua è stato … strano. Sebbene fosse ovvio, mi ha stupito non sentire freddo o, per lo meno, non il freddo che ho provato buttandomi in acqua i giorni scorsi.

Surf e sogni - Sagres - Praia do Tonel

Nonostante la paura dell’acqua alta, con la tavola accanto mi sentivo abbastanza sicura, così ci siamo spostati dove l’acqua era un po’ più fonda e abbiamo aspettato l’onda giusta (come se sapessimo quale fosse l’onda giusta!). Senza che ci dicessimo nulla e senza che ci rendessimo davvero conto di quello che stavamo facendo, ci siamo sdraiati, l’onda è arrivata e siamo partiti tutti e due! Non abbiamo nemmeno provato a salire in piedi, ma entrambi eravamo riusciti a prendere l’onda!

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Sagres

Chiaramente si trattava solo della fortuna del principiante, per lo meno per me. Carlo dopo pochi tentativi è riuscito a portarsi in ginocchio e poi in piedi. Io riuscivo al massimo a portarmi in ginocchio, per poi ricadere goffamente in acqua. Per diverse volte sono stata travolta dall’onda e la tavola mi è caduta in testa. Mi sono ritrovata a pensare a quanto dovessi sembrare ridicola agli occhi di chi mi stava guardando dalla spiaggia, facendomi risucchiare da un vortice di negatività.

Surf e sogni - Sagres

Poi, però, mi sono ricordata che la nuova Sara, quella che sto cercando di diventare, non ragiona così; non guarda quello che fanno gli altri e sa che agli altri non interessa nulla di quello che lei sta facendo. Sapevo che dovevo concentrarmi sul presente, su quello che stavo facendo e, soprattutto, divertirmi. Sono caduta mille volte, ho continuato a prendere tavolate in testa e a bere molta acqua, ma alla fine, nel tardo pomeriggio, mi sono alzata in piedi. E’ stato solo per un secondo, poi sono precipitata, ridendo, in acqua. In ogni caso, ce l’avevo fatta!

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