Un bagno speciale

on 13 Mag , 2022

A Torreguadiaro, bisogna essere sinceri, non c’è proprio niente da vedere.

Eppure, qui ho fatto uno dei bagni in mare più belli della mia vita.

E non perché l’acqua sia chissà cosa, ma per l’energia che ho sentito, ad un tratto, scorrermi nelle vene e trascinarmi via. È difficile spiegarne la ragione, le sensazioni si possono solo sentire, non spiegare. Proverò comunque ad intuire, ad immaginare quali fattori abbiamo smosso in me tali emozioni. La spiaggia innanzitutto era quasi deserta; ho potuto così sentire il mare, respirarlo, provare a conoscerlo. Ci troviamo inoltre ormai vicini a Gibilterra, a quelle Colonne d’Ercole che gli antichi consideravano il limite del mondo conosciuto e della conoscenza umana. Le punte estreme, come ultimi baluardi oltre ai quali non si può proseguire, hanno sempre avuto su di me un fascino particolare; allora, mentre camminavo verso il mare, mi sono ricordata di Ulisse, immagine stessa della conoscenza, Ulisse che, mosso dal suo ardore, ha varcato quelle stesse Colonne d’Ercole, contravvenendo ai limiti imposti da Dio. Mi sono ricordata di Icaro, il fanciullo che, sempre in nome di quell’insopprimibile desiderio di conoscere, ha sfidato le leggi della natura. E mi è tornata alla mente “Velasquez”, la splendida canzone del maestro Vecchioni. Nessuno meglio di lui avrebbe potuto raccontare il sentimento, struggente e contraddittorio al tempo stesso, di chi sente di avere mille orizzonti nel cuore. Velasquez è voglia di partire e di restare, è voglia di conoscere e paura dell’ignoto; Velasquez è desiderio, è volo ed è caduta. Velasquez è l’essenza stessa dell’uomo. Velasquez, in fondo, siamo tutti noi.

Così, immersa in un vortice di sensazioni, mi sono immersa in quell’acqua che non sa più se essere mare o oceano, e ho nuotato, pensando che a pochissimi chilometri di distanza è già Africa, è già Oltre.

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