Una forma di libertà

on 1 Lug , 2022

Oggi sono esattamente tre mesi che, con il cuore in gola, abbiamo mollato tutto e siamo partiti per questo viaggio.

Una forma di libertà

Tre mesi possono sembrare pochi, e probabilmente lo sono. Ma sono felice di annotare qui tutti i piccoli cambiamenti che sento essere avvenuti dentro di me. Li scriverò in ordine sparso, così, come mi vengono. In fondo non hanno nessun tipo di ordine, sono semplicemente accaduti, durante questi 90 giorni.

Libri di viaggio che ti consigliamo
  • Prima di partire avevo un armadio pieno di vestiti, eppure mi sembrava di non averne mai abbastanza. Adesso ho meno di un decimo dei vestiti che avevo e mi sembrano comunque troppi. Può sembrare strano, ma questo mi fa sentire estremamente libera.
  • Sto imparando a fare una cosa alla volta. Nella mia vita ho sempre sofferto di overthinking, la malattia del pensare troppo (e spesso male). Quando facevo una cosa, pensavo alle altre mille che avrei potuto fare; avevo l’impressione, così facendo, di avere tutto sotto controllo; in realtà ero sempre ansiosa e stressata. Adesso quando mangio, assaporo davvero quello che sto mangiando, quando qualcuno mi parla, mi concentro davvero su quello che sta dicendo, quando lavoro, non ho altre distrazioni… quando mi trovo davanti ad un paesaggio, lo guardo per davvero.
  • Ogni giorno cerco di osservare il tramonto. E’ come riappropriarsi delle bellezza allo stato puro. Per tanti anni della mia vita, ogni giorno, il sole metteva in scena il suo spettacolo più bello ed io neanche me ne accorgevo, presa dalle mille cose “importanti” che avevo da fare. Adesso, la sera, so che ho un appuntamento con il sole. Il resto può aspettare.
  • Lo yoga. Lo yoga non dico che mi abbia salvato la vita, ma sicuramente me l’ha cambiata. Praticavo yoga anche prima di partire, ma con molta meno costanza e ad orari diversi della giornata. Adesso provo a fare in modo che sia la prima cosa che faccio ogni mattina. Non sempre ci riesco, ma sono felice dei miei piccoli traguardi. Il corpo ringrazia: mi sento meglio, più in forma, più bella. E la mente pure: quando pratico yoga la mia testa cessa di saltare come una scimmia impazzita da un pensiero all’altro e mi lascia respirare, finalmente.
  • La meditazione. Con la meditazione non sono così costante come con lo yoga, ma conto di migliorare e di renderla parte delle mie attività quotidiane. Inizialmente trovavo impossibile meditare anche solo per un minuto, adesso riesco a farlo per alcuni minuti. La mia scimmia impazzita continua a correre, ma è  un po’ più disciplinata. Almeno adesso so come riprenderla e ricondurla a posto.
  • Ho ridotto di un buon cinquanta per cento il consumo di carne. Questa è una cosa di cui vado estremamente fiera. Ho sempre amato fortemente la carne ed essere riuscita, nonostante ciò,  a diminuirne così tanto il consumo mi fa sentire bene, più in linea con ciò in cui credo.
  • Non dico che ho smesso di fumare perché sarebbe troppo azzardato. Ma dalle 10 sigarette al giorno che fumavo prima di partire, sono passata a 3 pacchetti in 3 mesi, ovvero 60 sigarette in 90 giorni, meno di una sigaretta al giorno.
  • Ho fatto il bagno nuda in mare. Questa è una delle soddisfazioni più grandi di questo viaggio. E non solo per la libertà che regala questo gesto. Si tratta comunque di libertà, ma di una libertà più profonda. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il mio corpo, al punto da arrivare a coprirmi e a nascondermi quando mi trovavo in determinate situazioni. L’essere completamente nuda e arrivare a scordarmene, è una liberazione inesprimibile. Come lo è il fatto che in questo preciso momento ne sto parlando senza provare vergogna.
  • Sono tornata a scrivere. La scrittura era la mia più grande passione quando ero piccola. Scrivevo sempre, continuamente, di qualsiasi cosa. Soprattutto mi piaceva immaginare scenari nuovi, fantasticare su vite straordinarie. Crescendo questa mia inclinazione è stata poco a poco soffocata. Prima c’è stato il liceo, poi l’università, poi tutte le mille cose importantissime che crediamo sempre di dover fare e, piano piano, quella vocina che mi diceva di scrivere è morta. O meglio, la sentivo, ma non riuscivo a darle ascolto. C’era sempre qualcosa di più importante da fare. E quando ci riprovavo, ero completamente incapace di scrivere qualsiasi cosa. Mi sentivo prosciugata, non ero più in grado di creare nulla di mio. Da quando sono partita ho ricominciato a scrivere ed è stato come togliere il sale da una vecchia ferita.
  • Sto imparando a gestire la mia rabbia. Sono sempre stata una persona impulsiva e le mie reazioni sono sempre state esagerate, nel bene e nel male. In questo viaggio sto imparando a conoscere le mie emozioni e a controllarle, soprattutto quelle negative come la rabbia. La strada è ancora molto lunga, ma almeno adesso so che migliorarsi è possibile, diventare una persona migliore è possibile.
  • Sto dormendo molto di più. Prima di partire non riuscivo quasi mai a dormire più di sette ore. La mattina la sveglia suonava presto e la sera, nonostante la stanchezza, avevo voglia di stare con Carlo; purtroppo, lavorando fuori casa, il tempo che ci rimaneva era quasi sempre limitato al dopo cena. Adesso andiamo a dormire presto e ci svegliamo senza sveglia, in modo naturale. Un qualcosa di cui avevo un grandissimo bisogno.
  • Sono tornata a fare sport. Anche nella mia vita precedente amavo fare sport; per diversi anni della mia vita sono anche stata un’istruttrice fitness; poi però non riuscivo più a trovare il tempo da dedicare al mio benessere fisico. Adesso, oltre che praticare yoga, cerco di andare a correre o di fare esercizi per tonificare i muscoli. Guardandomi allo specchio mi vedo decisamente meglio, ma non è questa la cosa più importante. La mia mente sta meglio, mi sento carica e piena di energia.
  • Ho imparato a guidare il camper. Non mi sento ancora a mio agio, ma quello che conta è che sono andata oltre le mie paure. Piano piano, un passo alla volta.
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